Sollecito di pagamento su WhatsApp: si può?
Con tanti clienti ormai ti scrivi su WhatsApp: per un preventivo, un sopralluogo, una foto del lavoro finito. Scrivere lì anche per il pagamento sembra naturale. E spesso funziona meglio dell'email, perché lo leggono subito.
Quando WhatsApp è la scelta giusta
- Il cliente ti scrive già su WhatsApp per lavoro e il numero te l'ha dato lui.
- È il promemoria prima della scadenza o il primo sollecito.
- Il cliente è un titolare o un professionista che decide lui i pagamenti.
Quando è meglio l'email
- Il cliente è un'azienda con un ufficio amministrativo: il pagamento lo fa chi legge l'email, non chi ti risponde in chat.
- Dal secondo sollecito in poi: l'email resta più ordinata, con la fattura in allegato.
- Mai in una chat di gruppo: sollecitare davanti agli altri umilia la persona e rovina il rapporto.
Modello: primo sollecito su WhatsApp
Breve, con tutto quello che serve per pagare subito dal telefono.
Buongiorno, sono Marco Rossi di Rossi Termoidraulica. Forse le è sfuggita la fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre. Per il bonifico: IBAN [il tuo IBAN], causale «Saldo fattura n. 118». Se ha già provveduto, non tenga conto di questo messaggio. Grazie per la collaborazione!
Modello: secondo sollecito su WhatsApp
Da mandare insieme all'email, con una data.
Buongiorno, sono Marco Rossi di Rossi Termoidraulica. La fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre, risulta ancora aperta. Le chiedo di saldarla entro il 2 novembre. Se c'è un problema, mi scriva pure qui: troviamo insieme una soluzione. Per il bonifico: IBAN [il tuo IBAN], causale «Saldo fattura n. 118». Grazie per la collaborazione!
Le spunte blu
Se il cliente ha letto e non risponde, resisti alla tentazione di scrivergli «ha visto il messaggio?». Non serve e lo irrita. Lascia passare una settimana, poi manda il secondo sollecito per email, con una data precisa. Per i passi successivi vedi come scrivere il secondo e il terzo sollecito.
Orari e messaggi vocali
Scrivi in orario di lavoro, nei giorni lavorativi. E niente messaggi vocali: un sollecito a voce suona come una lamentela, e il cliente non ha davanti i dati per pagare.
Domande frequenti
Un messaggio WhatsApp vale come sollecito?
È una richiesta scritta e resta nella chat, quindi è utile per ricostruire i contatti con il cliente. Per la messa in mora, dove serve la prova certa della ricezione, usa la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno.
Ha visualizzato e non risponde: cosa faccio?
Non rincorrerlo in chat. Aspetta una settimana e manda il secondo sollecito per email, con una data precisa entro cui pagare.